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"Quando arrivo in piscina, loro sanno esattamente cosa aspettarsi da Dean, e io so esattamente cosa aspettarmi dai miei atleti"
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Il tecnico australiano Dean Boxall, allenatore trainante del nuoto moderno australiano, ha guidato 10 olimpionici alle Olimpiadi di Parigi 2024, conquistando 12 medaglie, di cui 4 ori, conquistando con i suoi atleti più della metà dei successi australiani in vasca. Per lui, però, essere un grande allenatore non significa solo costruire campioni, ma vivere ogni giorno con la stessa disciplina, passione ed energia che pretende dai propri atleti.
Ospite lo scorso fine settimana al Queensland Football Convention 2025, ha condiviso alcune riflessioni sulla sua filosofia.
«Questo significa che devo essere estremamente coerente. Quello che faccio, infatti, è lavorare sodo tanto quanto gli atleti, ogni settimana. Cerco di andare a letto verso le 22:00 e mi sveglio alle 4:30, anche se devo essere sul bordo vasca intorno alle 6:15. Mi prendo due caffè, cammino per casa per fissare bene in testa l’allenamento, guardo il programma scritto su carta, rivedo il mio piano. Poi salgo sulla mia e-bike per fare un po’ di esercizio e far circolare l’energia.
Entro in piscina con la stessa energia che mi aspetto da me stesso ogni singolo giorno — anche alle Olimpiadi devo avere la stessa carica. Poi torno a casa e dormo un’ora e mezza ogni giorno, dalle 11:30 all’una. Anche il sabato e la domenica: mantengo tutto costante, così la mia energia resta stabile. Devi solo essere coerente.
Quando arrivo in piscina, loro sanno esattamente cosa aspettarsi da Dean, e io so esattamente cosa aspettarmi dai miei atleti"
La sua filosofia nasce da lontano. A 17 anni, quando cercava di entrare nella squadra del Queensland, fece il tempo limite, ma non fu selezionato:
«Dissero che ero troppo immaturo, troppo clownesco. Ma io non voglio crescere nel senso in cui intendono gli altri. Voglio restare autenticamente me stesso».
Per Boxall, quella spontaneità è diventata un marchio. «Ogni volta che sono sul bordo vasca, o in arena a combattere insieme ai miei atleti contro il mondo, devo essere me stesso. Se fingessi, verrei smascherato subito. Devi essere vero, autentico. E non devi mai chiedere scusa per esserlo».
“Vivo tutto con loro, condivido la fatica, il dolore, le emozioni e le battaglie come se fossero le mie.”
Poche settimane fa Boxall ha dovuto accettare il ritiro di Ariarne Titmus, la sua atleta simbolo, che a soli 25 anni ha deciso di chiudere inaspettatamente la carriera agonistica. Con due Olimpiadi disputate, 33 medaglie internazionali (tra cui otto olimpiche, nove mondiali e otto ai Commonwealth Games) e i record del mondo nei 200 e 400 stile libero, Titmus ha segnato un’era, culminata con la sua storica vittoria ai Giochi di Parigi 2024.
Ariarne Titmus: «Per tutta la mia carriera sono stata “tutto o niente" ed è stato necessario per diventare l’atleta che sono. Con Dean abbiamo sempre scelto questa strada: essere spietati nell’inseguire i miei obiettivi, perché era l’unico modo per battere Katie Ledecky. Ma affrontare quelle difficoltà mi ha costretto a guardarmi dentro e a chiedermi cosa fosse davvero importante per me, al di là del nuoto».
[...] Nel percorso ho incontrato persone straordinarie che mi hanno sostenuta sempre: i miei allenatori – uno in particolare.
[...] Mi aspettavo potesse insistere perché continuassi, invece è stato l’opposto: orgoglioso, felice per me e pronto a sostenermi in questa nuova fase di vita».