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Con Norman Ross il vecchio trudgen cede definitivamente il passo al nuovo stile destinato a rivoluzionare il nuoto mondiale. In copertina: Staffetta Americana ad Anversa nel 1920. Norman Ross è il primo nuotatore a sinistra
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1920: mezzofondo senza il trudgen
Alle Olimpiade di Anversa il trudgen tramontava definitivamente. La parola fine la pronunciò Norman Ross, un omone di quasi due metri originario dell’Oregon, che usando il crawl vinse 400 e 1500 all’Olimpiade. Era il primo a farlo, davanti a maestri del trudgen, come l’australiano Franck Bourepaire e il canadese George Vernot.
Norman DeMille Ross era passato dalla prima guerra mondiale, essendo nato il 2 maggio 1895. La guerra gli aveva tolto l’innocenza, ma gli aveva anche dato due momenti di gloria personale. Il primo era stato la decorazione al valore ricevuta dalle mani del generale Pershing, il comandante in capo dell’esercito americano in Europa, il secondo un successo strepitoso ottenuto ai Giochi Interalleati che si erano svolti nel giugno 1919 a Joinville-Le-Pont vicino a Parigi. In quella gara, primo evento internazionale dopo quattro anni di vuoto, dove erano presenti anche Massa, Costa e Bacigalupo, i nostri migliori nuotatori di allora, ancora in servizio attivo, aveva vinto cinque ori a suon di record.
Da civile Ross aveva nuotato per Stanford, poi per la Northwestern Law School, dove avrebbe preso una laurea in legge. Nel 1916 aveva stabilito il suo primo record mondiale, nelle 220 yard. Ne avrebbe fatti altri dodici nei 400, negli 800 e nelle distanze oggi non ufficiali dei 300, 440, 500 e 880 yard, dei 300 e dei 500 metri. Vinse anche numerosi titoli dell'Amateur Athletic Union (AAU), diciotto per la precisione e durante una gara ad Honolulu, aveva conosciuto una principessa hawaiana, nuotatrice anche lei, che poi aveva sposato.
Il suo stile del 1920 fu descritto a Forbes Carlile in dettaglio da Les Duff, il manager della squadra di nuoto australiana che lo aveva visto all’Olimpiade. Era uno stile che si sarebbe rincontrato 40 anni dopo nella tecnica usata da Roy Saari, campione olimpico a Tokyo 1964 e primo nuotatore a superare la barriera dei 17 minuti nei 1500 metri. Duff lo raccontava così: "La tecnica di Ross è una novità per il mondo. La differenza principale è nel calcio. La coordinazione australiana è un calcio che parte dal ginocchio, sincrono con il braccio opposto. La coordinazione all’americana è un battito continuo, un lavoro di gambe del tutto indipendente dall’azione delle braccia. Norman Ross non ha né un battito, né un calcio, ma una serie di movimenti a forbice modificati, che partono dall’anca. Fa due calci minori battuti in verticale quando il corpo è sul petto e un calcio più grande in orizzontale quando ruota sul lato destro per respirare. Ross ha una bracciata lunga e una trazione costante sufficientemente lenta da consentire due calci minori e uno maggiore a forbice ". Di fatto era il primo vincitore olimpico del mezzofondo a non piegare un ginocchio nella classica azione del trudgen. Anche se non aveva proprio la gambata "indipendente" all’americana, il suo stile saltellante poteva essere considerato il primo crawl vincente nel mezzofondo alle Olimpiadi.
Per Anversa Ross s’era qualificato in tutte le gare a stile libero. La prima prova che dovette affrontare furono i 1500, che si svolsero in tre turni tra il 22 e il 25 agosto con la partecipazione di 22 nuotatori di 12 nazioni. In batteria se la prese comoda. Vinse facilmente la quarta serie segnando 24’08.2. Era il sesto tempo, ma si qualificavano i primi due di ogni serie, non i migliori tempi. In semifinale vinse la sua gara per essere sicuro, ma ancora con un tempo tranquillo, 23’12.0. Nella seconda semifinale però, due nuotatori furono più veloci di lui: il canadese Vernot e l’australiano Beaurepaire che nuotarono 22’59.4 e 23’02.2, dimostrandosi avversari difficili. Il record mondiale e olimpico di 22’00.0 era del canadese George Hodgson, che lo aveva stabilito a Stoccolma nel ’12, ma Hodgson sebbene presente, era finito ultimo nella prima semifinale e non si era qualificato, quindi non era un pericolo. Il suo connazionale Vernot, invece in finale si rese subito molto pericoloso. Prese la testa e la mantenne fino a metà gara. Ross era dietro ma poi cominciò a recuperare. A novecento metri prese il comando e iniziò a staccarsi, arrivando tredici secondi davanti al canadese. Tempo finale: 22’23.2. Terzo fu l’australiano Franck Bourepaire, un mito del nuoto australiano, uno che aveva già vinto una medaglia olimpica addirittura a Londra, nel 1908, capace di nuotare in 23’04.00. Con l’oro, Ross ricevette anche il Challenge Prize, un riconoscimento consegnato dal membro italiano del Comitato Olimpico, il conte Brunetta d'Usseaux.
Anche la gara dei 400 si disputava in tre turni. Iniziava il 26 agosto e finiva il giorno dopo. In gara erano 22 nuotatori da 11 nazioni. Ross aveva il record mondiale di 5’14.6 fatto l’anno prima. Era quindi l’uomo da battere. Partì nella prima batteria, con il solo giapponese Saito. Dato che passavano i primi due e la qualificazione era certa, si permise un 6’ 16”2 decisamente facile. In semifinale fece un tanto di più per vincere la sua semifinale, 5’33.8. Vernot, Langer e Bourepaire nella seconda gara, però, fecero di meno. Nonostante questi tempi, tutti prevedevano una battaglia tra Ross e Beaurepaire, ma l’australiano uscì troppo presto nella prima parte della gara e fu costretto a ritirarsi. Così Ross vinse facilmente nuotando 5’26.8, ben lontano dal suo record e dal record olimpico di 5’24.4 di George Hodgson, ma tranquillo rispetto al secondo, l’americano Ludy Langer che nuotò 5’29.0. Terzo fu il canadese George Vernot in 5’29.6.
Anche nei cento Ross era competitivo, anche se la presenza di Kahanamoku teneva tutti lontani dal primo posto. Nelle batterie del 22 agosto passò il turno facilmente con 1’04.4 e anche in semifinale superò il turno facile con 1’04.8. In finale invece avvenne il pasticcio. Billy Herald, australiano in gara, fece ricorso contro di lui, accusandolo di avergli dato un pugno. Siccome non c’erano corsie la possibilità di ostacolarsi erano notevoli. La giuria diede ragione all’australiano e Ross fu escluso dalla finale che fu ripetuta. Era arrivato quarto con 1’03,8 dietro a Duke Kahanamoku, che aveva fatto un formidabile record del mondo di 1’00.8. Ai posti d’onore s’erano classificati gli altri due americani, Pua Kele Kehaloa e Bill Harris, con 1’02.2 e 1’03.8. Nella ripetizione l’ordine rimase lo stesso, anche se con tempi diversi.
Nella stessa giornata della finale dei cento, il primo settembre, si sarebbe svolta anche la staffetta. In finale c’erano cinque squadre, tra cui l’Italia. Gli americani non avevano avversari, potendo contare su Perry McGillivray, detentore di diversi record americani dello stile libero, Pua Kele Kealoha, argento nei cento metri, Norman Ross, con due ori al collo e Duke Kahanamoku, stiliberista ormai nella leggenda. La squadra vinse con un record del mondo di 10’04.4, ventun secondi davanti alla campionessa uscente Australia, e trentasei rispetto agli inglesi arrivati terzi. Era la prima volta che gli americani vincevano la staffetta: un responso inoppugnabile nella lotta tra Crawl americano e crawl australiano.
Dopo aver chiuso con le competizioni Ross entrò nel mondo della musica diventando il primo disc jockey del paese, conosciuto da milioni di persone come "Zio Normie". Scoppiata la seconda guerra mondiale servì ancora il suo paese, come aiutante del generale dell’aviazione James H. Doolittle. Morì il 19 giugno del 1953.
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