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Il presidente del club, però, frena gli entusiasmi: è troppo presto per festeggiare.
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L’ultimatum dello scorso dicembre sembra aver prodotto l’effetto sperato: Milák Kristóf, secondo la stampa ungherese, è tornato ad allenarsi. Una notizia finalmente positiva attorno al due volte campione olimpico e primatista mondiale della farfalla, che dopo le Olimpiadi di Parigi aveva di fatto abbandonato la frequentazione regolare della piscina.
Dal 2023 in avanti, il suo percorso è diventato sempre più frammentato e silenzioso, alimentando interrogativi e tensioni. Negli ultimi anni Milák ha infatti saltato tre Campionati del Mondo consecutivi — Fukuoka 2023, Doha 2024 e Singapore 2025 — senza spiegazioni ufficiali, trasformandosi progressivamente in una figura sospesa tra un talento fuori scala e un evidente blocco personale. Una condizione che lascia intravedere una profonda crisi esistenziale sul piano agonistico. Il suo futuro tra le corsie resta dunque un grande punto interrogativo: al momento nessuno può dire se tornerà in gara agli Europei di Parigi 2026, né se rivedremo Milák competere stabilmente ai massimi livelli internazionali.
Già dopo Parigi, il presidente dell’Honvéd, Gergely István, aveva manifestato pubblicamente la propria frustrazione: senza un reale ritorno al lavoro in acqua, il club era pronto a sospendere lo stipendio dell’atleta. Una decisione che avrebbe avuto conseguenze pesanti, visto che – secondo indiscrezioni – Milák percepisce un compenso molto elevato.
Il rischio non riguardava solo il club: la federazione ungherese aveva infatti fatto sapere che, in caso di stop ai pagamenti da parte dell’Honvéd, avrebbe proposto anche l’esclusione di Milák dal prestigioso Gerevich Aladár Sportösztöndíj, la borsa statale per gli atleti d’élite.
Per capire il contesto, bisogna tornare al 2023, quando Milák annunciò una pausa che doveva essere breve ma che si è prolungata nel tempo. Nonostante tutto, alle Olimpiadi di Parigi ha comunque confermato il suo valore straordinario: nei 200 farfalla è stato superato solo all’ultima vasca dal nuovo “re” della specialità, il francese Léon Marchand, mentre nei 100 farfalla ha conquistato l’oro.
Dopo la fine burrascosa del rapporto con l’allenatore Virth Balázs, Milák aveva ripreso a lavorare all’Honvéd con Szabó Álmos, ma nei fatti l’impegno restava discontinuo. Per mesi la domanda è stata sempre la stessa: si allena o no? La certezza era che stesse evitando l’acqua, limitandosi al lavoro a secco con Zala György, arrivando persino a saltare il terzo Mondiale consecutivo.
La svolta è arrivata a cavallo del nuovo anno. Interpellato nuovamente, Gergely István ha potuto finalmente confermare che Milák ha ripreso gli allenamenti in piscina: dopo un viaggio programmato da tempo, ha ricominciato a fine dicembre e da allora lavora con continuità. Il presidente del club, però, frena gli entusiasmi: è troppo presto per festeggiare.«Il brindisi si fa solo dopo i risultati. Dopo i risultati, non dopo la mancanza di risultati», ha sottolineato con decisione.
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