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Amarcord
La consacrazione dell’American Crawl
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1914: la Popolare di nuoto
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1913: l’Olimpiade Russa
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1912: Hebner e il Backcrawl stroke.
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Simposio del crawl, ultima questione: “respirare”.
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Simposio del crawl punto quattro: “Legs”
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Simposio del crawl punto tre: “Arms”
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1918. Simposio punto due: “the position”
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Un Simposio per l’american Crawl
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1911: Uno strano Campionato Europeo a Roma
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1910: un campionato nazionale sui 200 misti
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1909: Uno strano Campionato del mondo sulla Senna
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Arriva il “Duca” e salva l’american crawl
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1908: una federazione mondiale per gli Amateur
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sfida a due in un bagno di Londra. Dati i tipici cappellini delle signore, si direbbero gli anni 20.
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A metà dell'800 gli inglesi, lo abbiamo detto, erano senza dubbio i migliori nuotatori al mondo. Per non dire che erano gli unici. Avevano delle organizzazioni, premi da assegnare ai vincitori, un attività professionistica avviata. Giornali. Gli italiani erano insignificanti. Non avevano niente, né piscine, né organizzazioni, né storie da raccontare. Anche i giornali erano miseri a confronto. La Gazzetta dello sport non era ancora nata (fu fondata precisamente nel 1896).
Eppure, proprio in quegli anni, nel 1852, accadde una di quelle rivincite che oggi ci avrebbero fatto fremere di retorica nazionale per almeno una settimana. Il fatto avvenne in una di quelle sfide che si tenevano periodicamente nei bagni pubblici di Londra. Erano i prodromi del nuoto come lo conosciamo noi. I padrini, si incontravano, concordavano la posta e i premi e organizzavano la sfida a due. Se i giornali centravano qualcosa, garantivano scommesse e interessi, in cambio di lettori. I bagni di questa sfida erano i bagni di Holburn, proprio nel centro di Londra, uno dei luoghi conosciuti come centri di divertimento e anche di trasgressione. Gli stessi dove nel 1844 era avventa la sfida tra la rana e il nuoto degli indiani.
Il 19 settembre di quell'anno, un immigrato italiano, un certo Carlo Marchelli , sfidò George Pewters , considerato un maestro tra i professionisti del nuoto inglese, che era stato campione nazionale fino al 1849. Il risultato fu eclatante, perché l'italiano batté l'inglese nettamente. La notizia suscitò una grande impressione nella stampa inglese. Niente comparì in quella italiana, dove non si ebbe nessun riscontro di quell'evento.
Naturalmente, come accadeva in quei casi, si consumò anche la rivincita. Avvenne un anno dopo. Questa volta il risultato fu ribaltato, ma la vittoria di Pewters fu macchiata da una grave infrazione. Per passare davanti all'avversario, infatti, gli era salito sulla schiena, danneggiandolo platealmente. I giudici non poterono che infliggere all'inglese una meritatissima squalifica.
Dopo questa storia, però, del nostro concittadino Carlo Marchelli, non si riesce più a sapere niente.
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