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«Non so come finirà questa storia, ma so che voglio scoprirlo. Il lavoro comincia qui.»
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A inizio settembre avevamo raccontato il ritorno alle gare di Tatjana Smith, attesa dal 24 al 27 settembre ai South African National Short Course Championships di Pietermaritzburg, a oltre due anni dall’ultima gara disputata ai Giochi di Parigi 2024. La manifestazione, in vasca corta, è inoltre riconosciuta da World Aquatics per la qualificazione ai Mondiali di Pechino di dicembre.
Ora è la stessa campionessa sudafricana a spiegare, attraverso un video ufficiale, le ragioni e soprattutto la prospettiva del suo ritorno. Al centro non c’è semplicemente il desiderio di riprendere a gareggiare, ma una sfida nuova: i 50 rana, che a Los Angeles 2028 entreranno per la prima volta nel programma olimpico.
Smith racconta che proprio l’introduzione della distanza ai Giochi ha rappresentato uno stimolo decisivo:
«Penso che quando ho saputo che i 50 sarebbero entrati per la prima volta alle Olimpiadi, ho visto una nuova sfida, una nuova gara, ma anche una nuova me.»
Il passaggio più significativo riguarda però il diverso rapporto con il nuoto. Dopo aver chiuso la carriera internazionale a Parigi con l’oro nei 100 rana e l’argento nei 200, Smith torna ora senza il peso di dover continuare un percorso già scritto.
«Per la prima volta sto scegliendo il nuoto e sto scegliendo questa gara. Scelgo una prova che non ha ancora una storia, cercando di scriverne una nuova.»
I 50 rana rappresentano anche una specialità profondamente diversa rispetto alle distanze sulle quali Smith ha costruito la propria carriera. Una vasca sola, nessuna virata e margini di errore minimi:
«I 50 sono diversi. Una vasca, nessuna virata, nessun tempo per trovare il ritmo. Non c’è quasi possibilità di recuperare se partenza, subacquea, uscita o arrivo non funzionano. Tutto succede subito. Mi spaventa, ma allo stesso tempo mi entusiasma.»
L’obiettivo è dichiarato: Los Angeles 2028. Smith, però, evita di trasformarlo in una certezza e insiste sulla necessità di ricostruire gradualmente il proprio percorso agonistico.
«LA28 è l’obiettivo. Non è una promessa. Devo ancora costruire la gara, qualificarmi e riconquistare il mio posto su quei blocchi.»
Il ritorno partirà quindi da Pietermaritzburg, primo test di una strada che dovrà passare nuovamente attraverso allenamento, qualificazioni e confronto internazionale.
«Non so come finirà questa storia, ma so che voglio scoprirlo. Il lavoro comincia qui.»
E alla fine del video, quasi sorridendo, arriva l’annuncio più semplice:
«Sono tornata.»
Smith riparte così da una posizione molto diversa rispetto al passato: non per difendere ciò che ha già conquistato, ma per provare a costruire qualcosa che nella sua carriera non è mai esistito. Una nuova distanza, un nuovo ciclo e, soprattutto, una nuova sfida verso Los Angeles 2028.