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In copertina i nuotatori liguri: Gilio Bisagno, Pino valle, Malito Costa e Antonio Sachner
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I campionati Nazionali di nuoto del 1923, si svolsero per la prima volta a Roma, alla Farnesina. Proprio lì fu costruito un campo gara da cento metri, nel luogo dove, qualche anno dopo, sarebbe sorto il foro Mussolini e la famosa piscina dei mosaici. Oggi è il luogo culto del nuoto italiano, conosciuto come “Foro italico”.
Molti dei migliori, però, erano assenti. Il fatto era che la maggioranza dei nuotatori veniva dal popolo e per viaggiare ci volevano soldi. E i nuotatori in quel primo dopoguerra, in piena desolazione, tra povertà, lotte sociali e disoccupazione, erano attratti da gare in cui ci fossero ricompense di qualche valore. Per questo li attiravano le traversate, molto seguite dal pubblico e ricche di premi. Parteciparvi voleva dire popolarità e qualche guadagno. Pazienza se comportava rischi per lo status di dilettante o accuse di professionismo.
Un caso di quei giorni fu la questione dei marinai di La Spezia. Bagnasco, Pastine, Tausani e Bisagno, che avrebbero poi vinto il titolo nella 4x200 stile libero ai campionati di Roma, erano stati dirottati dal loro Comando verso la Traversata di Parigi. Era la gara di maggior prestigio d’Europa, anche se off limits per i dilettanti. Per fermarli si mosse l’intera macchina federale. Fu coinvolto addirittura il ministro della marina, Costanzo Ciano, quello che col matrimonio del figlio, sarebbe diventato suocero di Mussolini. A lui si arrivò attraverso il presidente del CONI Aldo Finzi, attivato da Giuseppe Corbari, segretario dell’ente, ma uomo FIRN, che temeva di perdere atleti importanti per l’Olimpiade dell’anno successivo.
Nessuno però fermò il ligure Malito Costa1, uno dei migliori nuotatori di quel momento, che andò a Parigi e restò bruciato. C’era già stato l’anno prima ed era arrivato secondo dietro a Sachner. La Federazione lo aveva squalificato ma in seguito l’aveva amnistiato. La sua partecipazione causò la squalifica a vita e la fine della carriera.
Anche senza Costa i liguri dominarono a Roma. Sampierdarenese e Sportiva Sturla avevano in quell’anno gli uomini giusti. Nei cento metri stile libero vinse Agostino Frassinetti della Sampierdarenese, in 1’11.2 e secondo fu Emilo De Franchi dello Sturla, in 1’12.0. Nei quattrocento arrivò primo Gilio Bisagno 2 della Sampierdarenese e secondo Pino Valle3 dello Sturla. Nei 1500 fu primo Antonio Sachner 4 della Sampierdarenese in 24’ 46’6 e secondo ancora Pino Valle dello Sturla. In campo femminile Luigina Cevascodello Sturla vinse sia i cento (1’46.4) che i trecento (6’05.0). La staffetta, poi, fu tutta ligure. Primi i nuotatori di Spezia, secondi quelli di Sturla, terzi i sampierdarenesi.
Le gare artistiche invece furono appannaggio dei triestini. Nei cento dorso, primo e secondo furono Emerico Biach (1’29.2) e Giordano Bravin (1’41.2). Nei 200 rana Ottone Andreancich (3’17.0) e Giordano Bravin ( 3’56.4). Nei 400 rana (ancora distanza olimpica) nuovamente Biach (7’36.2) e Bravin (7’40.6). Tutti erano tesserati per l’Unione Sportiva Triestina Nuoto.
1 Malito Costa era nato a Valparaiso, in Cile, nel 1892. I suoi genitori erano però italiani. Tornato in patria a 12 anni s’era stabilito a Santa Margherita. Prima di essere nuotatore fu un ciclista di un certo valore. Nella Milano Pontedecimo era arrivato subito dietro al famoso Girardengo. Ma una caduta rovinosa nella Milano Busalla del 1913 gli aveva fracassato un ginocchio e lo aveva costretto al ritiro. Così finì per fare il nuotatore. Nel 1914 si iscrisse ad una “Popolare” e vinse con facilità, mettendo dietro 600 concorrenti. Poi si presentò ai Campionati Italiani, dove vinse il miglio, sorprendendo tutti quelli che si chiedevano chi fosse. Fisico “asciutto, ma fortissimo” praticava il trudgen a destra. Nel 1914 fu primo nella traversata di Torino (2200 m.) e nel 15, dopo tre tentativi, batté Baiardo. Nel periodo 1916 /1920 si aggiudicò la Coppa Duca degli Abruzzi, la Traversata di Roma, la Traversata di Parigi e l’Abbiategrasso – Milano. Nel 21 fu Campione Italiano di fondo a Passignano. Nel 1922 fu primo nella Coppa Brioschi, secondo nella Bayron di Venezia e secondo nella famosa traversata di Parigi, la gara che lo portò alla conclusione della carriera.
2 Gilio Bisagno, era nato nel 1903 a Sampierdarena. Anche lui aveva cominciato vincendo una “popolare, a Cornigliano, nel 1918. Tesserato per la Società Ginnastica Comunale Sampierdarenese, anche lui si misurò subito coi più forti. Il 6 luglio 1919 fu quinto in una gara da mille metri in cui c’era Mario Massa. A luglio sfidò Baiardo. Ai campionati nazionali di Como del 19 fu terzo nel Miglio e secondo nei 1500 alle spalle di Bacigalupo. Nel 1920 fu scelto per l’Olimpiade, insieme all’istriano Quarantotto. Ad Anversa prese parte ai 1500 e ai 400 dove fu eliminato in batteria. Nella 4x200 invece arrivò in finale insieme a Frassinetti, Quarantotto e Massa. Nel 1922 a Nizza prese parte ad un’altra gara internazionale, sui 400 metri fu battuto solo dall’inglese Annison. Nella stessa manifestazione fu primo con la staffetta che precedette proprio i britannici. Nel 24 fu inserito tra i probabili olimpici dal direttore tecnico Davide Baiardo. I risultati di quell’anno però non furono all’altezza, decretando la sua esclusione dalla squadra per Parigi.
3 Giuseppe Valle, conosciuto come Pino era nato a Sturla, nel 1904. Ebbe sempre la questione se scegliere il nuoto o la pallanuoto. Fin da giovane, fu affiliato alla Sportiva Sturla, la società di casa, dove fu iniziato alle due specialità. Il suo allenamento, in acque aperte, i bacini dei cantieri navali di Genova o il mare, puntava nettamente alla resistenza. All'inizio degli anni Venti, i suoi successi si limitavano a tornei locali ma a 16 anni, nel 1920, debuttò come titolare in una finale di campionato, dimostrò un bel potenziale come pallanuotista. Nel 21 ottenne la prima vittoria a livello nazionale nel nuoto, a Millesimo, nel 22 fu campione italiano dei 1500. Nel 23 conquistò lo scudetto nella pallanuoto con lo Sturla e l’anno dopo andò con la pallanuoto alle Olimpiadi di Parigi. Nel 1927 partecipò ai Campionati Europei di Bologna e nel 1934 a quelli di Magdeburgo. Nel 1928 si trasferì alla 32ª Legione M.V.S.N (S.G.C. Sampierdarenese), e l’anno dopo si trasferì a Firenze. A Firenze fu nuotatore, giocatore e allenatore della Florentia, che trasformò nella squadra più forte d’italia, capace di vincere gli scudetti del 1933, 1934, 1936, 1937 e 1938. Dopo la Seconda Guerra Mondiale divenne allenatore della nazionale, che portò ai primi grandi successi internazionali: l’oro ai Campionati Europei di Monte Carlo del 1947 e l'oro Olimpico di Londra del 1948.
4 Antonio Sachner, “Tugnin” per gli amici, era nato a Savona nel 1896. Quando nel 1914, nella sua città si svolse una “Popolare” s’era iscritto insieme ad altri 180 giovani. La vinse e si trovò proiettato nell’agonismo. Nel 1919 partecipò ai Campionati nazionali di Como, con l’Aquila di Laigueglia, e sfoderando il crawl, primo degli italiani a farlo, s’impose nella prova del miglio. Aveva anche un soprannome, quelle cose che servono ai giornalisti, che gli rimase attaccato per tutta la carriera: “il siluro umano”. Dopo quella vittoria cominciò a spostarsi e a gareggiare in cerca di fortuna. Affiliato alla Fratellanza Ginnastica Savonese si affacciò alla ribalta internazionale nelle gare di durata. Si distinse particolarmente nella Traversata di Parigi, dove nel 1919 giunse terzo dietro a Costa e Bacigalupo. Nel 1920, per seguire i fondisti saltò i Campionati Italiani che servivano da selezione olimpica, buttando via l’opportunità di andare ad Anversa. Nell 1921 vinse la Traversata di Parigi, questa volta davanti a Costa e Bacigalupo. Nel 1922 fu secondo nella sfida con gli inglesi dell’Otter Swimming Club, equipe leggendaria in tournee in Liguria, e trionfò a Parigi, tra i professionisti, davanti ad un altro mito del nuoto inglese, Billington, quello che aveva inventato il calcio a forbice. Quel trionfo gli costò una squalifica da parte della FIRN, poi revocata. Tornato in gara l’anno successivo, con la Sampierdarenese, vinse in 24 minuti 46 secondi e 6 decimi, il titolo nazionale dei 1500 stile libero. Nel 1924 fu ancora escluso dalla compagine olimpica, ma si ripresentò alla traversata di Parigi per professionisti che gli aveva dato fama internazionale. Rivinse, incassò l’ambitissimo premio di 500 franchi, e prese la seconda squalifica che gli costò la carriera.
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European Crawl
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