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Cent’anni fa, a Sampierdarena, il debutto dei 50 stile libero e dorso femminili, insieme all’insolita staffetta 5×50. Emilio Polli e Armida Ippavitz tra i protagonisti di una pagina pionieristica del nuoto italiano. In copertina: Immagine della spiaggia di Sampierdarena nei primi del novecento.
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La prima volta dei 50 metri ai Campionati Italiani fu nel 1926. Per qualche strana congettura questa scelta fu fatta senza che la distanza fosse ancora presa in considerazione da manifestazioni importanti di livello internazionale.
I campionati con i cinquanta metri si svolsero per la prima volta il 7 e l’8 di agosto del 1926 a Sampierdarena. La città era diventata parte di Genova col Regio Decreto n. 74 del gennaio 1926, che incorporava nel capoluogo oltre a Sampierdarena altri diciotto comuni. La nuova entità amministrativa era operativa dal 1º luglio, per cui quei Campionati sono da attribuire non a Sampierdarena, ma a Genova. La federazione in un primo tempo aveva affidato i campionati a Bologna. L’idea cruciale era inaugurare in pompa magna l’imponente piscina da 50 metri che si stava costruendo a favore di regime. Peccato che un ritardo sui lavori rendesse la cosa impossibile. Così si ripiegò sulla Liguria.
Per le gare fu preparato il solito campo gara in mare da cento metri, fatto da pali e travi di legno. Questa volta, però, il recinto chiuso, ideato da Settimio Frassinetti e Umberto Lungavia, vecchie conoscenze del nuoto ligure, era davvero solido e ben costruito. Tra l’altro prevedeva un pontone provvisorio da usare proprio per le gare da cinquanta, con corsie larghe due metri e mezzo. Una vera sciccheria.
Nel programma del 1926 erano previsti i 50 metri stile libero sia per gli uomini che per le donne. Per le donne era annunciata anche la gara dei 50 dorso, che sostituiva i cento, distanza olimpica. Anche a rana per le donne veniva dimezzata la distanza olimpica: cento metri al posto dei duecento. Per loro non erano neanche previste prove del mezzofondo o del fondo e non si prospettava nessuna staffetta. Il movimento probabilmente era considerato troppo indietro per meritare un programma completo. In campo maschile, invece, il programma era quello classico dell’olimpiade, con l’aggiunta dei 50 stile, dei 100 rana e di una singolarissima 5x50 metri stile libero, che affiancava la 4x200.
Il primo titolo italiano dei 50 stile libero uomini lo portò a casa Emilio Polli1, l’olimpionico della Canottieri Milano. Si trattava del miglior velocista italiano del momento, in competizione con Frassinetti. Era il primo ad adottare il crawl americano. Molto probabilmente lo aveva visto all’olimpiade, dove aveva potuto vedere Weissmuller e Kahanamoku. Col suo stile aveva ottenuto un fantastico record italiano di 27,2 nei 50, ai campionati sociali della Canottieri Milano dell’anno prima. Per vincere a Sampierdarena, invece, gli bastò un 29 netto, perché dietro di lui lo sturlino Emilio De Franchi nuotò in 30.2 e il triestino Roberto Blasich 30.4. Polli avrebbe vinto anche le due edizioni successive. Poi la distanza sarebbe stata abbandonata. Rispuntò solo agli assoluti del 1981, che anticiparono i Mondiali, che la introdussero nel 1986, gli Europei che la proposero l’anno dopo, e l’Olimpiade che la mise in programma nel 1988.
I 50 donne videro una supremazia assoluta delle nuotatrici di Trieste. Il primo titolo nazionale, infatti, fu vinto da Armida Ippavitz con 40 secondi netti, davanti alle sorelle Maria e Nerina Bravin; tutte Triestina Nuoto. Maria ottenne 40.2, Nerina 40.4. Armida Ippavitz, era la prima italiana ad utilizzare la tecnica “crawl”.
Lo stesso podio dello stile libero si vide nei 50 dorso. I primi due posti però furono invertiti. Prima arrivò Maria Bravin in 54.6, seconda Armida Ippaviz in 56.2, terza Nerina Bravin con sessanta netto. La distanza fu mantenuta agli assoluti per quattro anni. Poi fu dimenticata. Solo nel 1999 fu reintrodotta quando fu inserita nelle prove dei Campionati Europei, insieme a 50 rana e 50 farfalla. Per i mondiali in vasca lunga si dovette invece aspettare l’edizione di Fukuoka del 2001.
La strana staffetta 5x50 fu anch’essa un dominio triestino. Le due squadre della società iscritte si piazzarono infatti al primo e al secondo posto. La prima squadra comprendeva Bruno Parenzano, Maurich, AntonioQuarantotto, Rizzi e Roberto Blasich, che impiegò 2’41.2. La seconda era composta da Sante Omero, Francesco Kauten, Fontana, Turcich e Giordano Bravin in 2’45,4. Terzi arrivarono i sampierdarenesi della 32° legione MVSN composta da Bianconi O., Bagnasco, Agostino Frassinetti, Giommi e Bianconi E. che impiegarono 2 52.8. La 5x50 si disputò ancora nei campionati del 1928 e del 1929, poi fu abbandonata, dimenticata e mai più ripresa.

Emilio Polli (1901/1983) era un milanese doc, anche di cultura. Era nato il 10 aprile del 1901. Il padre dirigeva un’azienda alimentare di cui dovette occuparsi alla fine della carriera agonistica. Nuotatore precoce, a 5 anni era già in acqua col padre. A Milano nuotava nei navigli e in tutte le vasche dove poteva farlo. Gli piaceva e faceva tutto: nuoto pallanuoto e tuffi. Cominciò a far sul serio nel 1920, quando si tesserò per la Rari Nantes Milano. Spesso lo si vedeva in gara con lo pseudonimo di Emilio De Franchi, per non far sapere al padre che stava gareggiando quando questi lo pensava impegnato negli studi. Nel 1923 cominciò a farsi notare, soprattutto come velocista. Ad agosto, a Camogli, arrivò primo al “Campionato del Mediterraneo” sui 50 metri, ma la gara, una specie di zuffa organizzata, fu annullata per scorrettezze reciproche. In quell’occasione si rifiutò di ripartire e vinse Frassinetti. Segno del bel caratterino. Le sue vittorie però, lo portarono all’attenzione del CT, Davide Baiardo, che lo inserì tra i nuotatori che a Milano, nella vaschetta riscaldata delle Terme di Foro Bonaparte, si ritrovavano in vista dei Giochi di Parigi. Alla selezione olimpica del giugno 1924, fece il miglior tempo sui cento (1’10) e il quarto sui duecento. Il tempo dei cento, considerato buono per l’Italia, era troppo lontano dagli standard internazionali, così a Parigi fece solo la staffetta con Bacigalupo, Patrignani e Frassinetti. Arrivarono alla finale e fu considerato un successo. Nel 1926 nei primi "Campionati europei " di Budapest, arrivò settimo nei 100 metri e quinto con la staffetta. L’anno dopo agli stessi Campionati ripetuti a Bologna, fu quinto nei 100 e quarto in staffetta. Fu convocato anche alle olimpiadi del 1928, considerato dal commissario tecnico, l’ungherese Paul Domonkos, uomo di punta della squadra. Ad Amsterdam gareggiò anche nei cento, dove raggiunse la semifinale nuotando 1’04.0. In Italia per un pezzo non ebbe rivali. Vinse moltissimo nelle gare veloci dello stile libero, ma anche nel dorso. In totale ottenne 25 titoli nazionali tra individuali e staffette. L’ultimo lo conquistò a 37 anni, nel 1938, nella 4x100 stile libero, insieme ai compagni della Rari Nantes Milano Rota, Signori e Costa.
Amarcord
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