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La città emiliana al centro del nuoto continentale: protagonisti, risultati e curiosità degli Europei del 1927. PH: Veduta del Littoriale in costruzione. A sinistra la struttura della piscina coperta e la spinata dove sarebbe sorta la vasca scoperta.
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Dopoguerra e “Modern American Crawl”
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1926: 50 metri agli assoluti
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1925: un progetto per l’Europa
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1924, Parigi: stili artistici alle donne
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Esperimenti nel crawl
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1923: Campionati Italiani a Roma
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European Crawl
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1922: novità ai campionati italiani
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1921: arrivano le donne
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1920: mezzofondo senza il trudgen
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1919 primi Campionati Italiani moderni
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Il crawl dei giapponesi
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'14-'18: il nuoto in guerra
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I dieci comandamenti dello sport. Un secolo dopo sono ancora attuali
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La riuscita dei Campionati Europei di Budapest del 1926, considerati sperimentali, portò ad una ripresentazione della cosa l’anno successivo, dopo la formalizzazione definitiva della LEN. La scelta della sede ricadde su Bologna.
Nuoto fascista
Bologna fu scelta perchè il nuoto era diventato fascista e il fascismo voleva emergere. In realtà era tutto lo sport ad essere diventato fascista. Il partito, infatti, ne aveva fatto un supporto per conquistare il popolo. Dallo sport voleva anche ottenere una ribalta internazionale. Il partito decideva tutto, comprese nomine e designazioni. Anche nella FIRN. Basta democrazia e basta elezioni. Al comando solo uomini di partito.
Bologna
Bologna era fulcro di questo fenomeno. Energie umane, politiche ed economiche della città assecondavano lo sfruttamento dello sport come instrumentum regni. Fu Leandro Arpinati1 l’uomo chiave di questo meccanismo. Figlio di un piccolo commerciante socialista di Forlì, era stato socialista da giovane, poi massone, poi uomo tra i più attivi del regime. Amico personale di Mussolini era stato squadrista della prima ora, deputato del partito e poi podestà di Bologna. In ambito sportivo aveva ricoperto l’incarico di presidente della FIGC, era stato vicepresidente della FISA (divenuta FIDAL) e poi anche presidente della Federazione Italiana di Nuoto Rari Nantes. Da lui fu ribattezzata Federazione Italiana Nuoto, nome che rimase. Fu lui a volere la costruzione a Bologna del Littoriale, il sistema monumentale di impianti sportivi che alimentava l’affermazione della città nello sport di regime.
Littoriale
Il littoriale comprendeva una pista d’atletica, un campo di calcio (l’attuale stadio Renato Dallara) da 40.000 spettatori e la prima piscina coperta d’Italia da 33 metri, con posti destinati al pubblico. La vasca “riservata alle gare e all’allenamento degli atleti” doveva essere «sufficiente per l’omologazione di qualunque record nazionale ed internazionale”. Aveva un fondo in mattonelle con «strisce nere» utili «al nuotatore e al tuffatore per mantenere la strada […] e calcolare approssimativamente la sua velocità». Su uno dei lati aveva «il castello per i tuffi». Il sistema di copertura «in cemento armato a volta ribassata» avrebbe ospitato «per tutta la sua lunghezza una lanterna larga m. 5, proiettante luce laterale». La temperatura dell’acqua sarebbe stata «costantemente di 20-22°, grazie a due bollitori a fuoco diretto». L’architettura prevedeva la separazione tra bagnanti e spettatori e al primo piano «una sala per la scherma». Per i mesi caldi era pensata una vasca scoperta da cinquanta metri per trenta, con «un ampio anfiteatro a gradinata». Sui lati minori c’erano «i posti popolari», in corrispondenza dei quali sarebbero stati edificati «un locale per il barbiere ed uno per il parrucchiere». Fu questa la struttura che ospitò i Campionati Europei del 1927.
Campionati di nuoto
La II edizione degli Europei si svolse tra il 31 agosto e il 4 settembre con uno sforzo organizzativo straordinario. Il Ministero delle Comunicazioni concesse sconti ferroviari e le istituzioni locali decisero trasporto gratuito sui tram e libero accesso ai musei. Le gare furono all’altezza delle aspettative. La parte del leone la fece lo svedese Arne Borg, capace di vincere tutte le prove dello stile libero. 1’00” nei cento metri, 5’08” nei 400 e uno strabiliante 19’07”2 nei 1500, che migliorava di quasi un minuto il vecchio record del mondo. A rana fu confermato il dominò tedesco di Erich Rademacher (2'55.6), il miglior ranista del pianeta, che era stato molto limitato dall’esclusione dei tedeschi dalle attività internazionali dovuta alla guerra. Il dorso fu appannaggio invece dello svedese Eskil Lundhal, che ottenne un buon 1'17.4, anche se vinse grazie alla squalifica per ragioni ignote del tedesco Ernst Kuppers, arrivato davanti con un inaccessibile margine di vantaggio.
Italiani
La squadra italiana aveva piazzato i suoi migliori nuotatori Emilio Polli e Renato Bacigalupo al quinto posto rispettivamente dei 100 e dei 400 stile libero. La staffetta era invece arrivata quarta con il lusinghiero tempo di 10’19. Il migliore nuotatore nazionale fu però Giuseppe Perentin che ottenne la prima medaglia continentale del nuoto italiano, l’argento nei millecinquecento metri. Il triestino la conquistò nuotando 21'50"4.
Donne
Mentre a Budapest non c’erano state gare per le donne, a Bologna si riprese la formula olimpica, che prevedeva per loro 100 e 400 stile libero, 100 dorso, 200 rana e staffetta 4x100 stile libero. In tutto parteciparono circa sessanta atlete, tra nuotatrici e tuffatrici. Le più forti si dimostrarono le olandesi che vinsero le gare dello stile libero e del dorso, mentre la rana fu una questione tutta tedesca. La prima nei cento stile libero fu Maria Viegard che nuotò 1’15.0. Nei quattrocento, invece si affermò Maria Braun, che fu anche seconda nel dorso. Per vincere i 400 nuotò 6’11.8, che la metteva davanti all’inglese Laverty dietro di due secondi. Nel dorso il titolo europeo andò a Willy Van der Turck capace di nuotare 1’24,6, mentre a rana vinse la tedesca Hildegard Schrader in 3.20.4, davanti alla connazionale Muhe che impiegò 3’25,2. La staffetta andò invece alle inglesi Laverty, Davies, King e Cooper (5'11.0), ma le olandesi arrivarono subito dietro, a soli sei decimi di distanza.
Coppa Europa alla Germania
La superiorità generale fu per la seconda volta una questione tedesca. Fu l’unica nazione infatti capace di vincere medaglie maschili e femminili sia nel nuoto che nei tuffi, per un totale di 16 medaglie conquistate. Al secondo posto si piazzò la Svezia che ne ottenne sette. La distanza era notevole. L’Italia non era ancora competitiva. Arrivò ottava su dieci nazioni, ma fu capace di vincere tre medaglie: l’argento di Perentin e i bronzi dei tuffatori Luciano Cozzi ed Ezio Selva.
1 Arpinati fu un personaggio davvero controverso e difficilmente catalogabile. La sua personalità e il suo decisionismo, ma anche la schiettezza e una forma di dirittura che lo caratterizzava, gli creò forti inimicizie dentro il partito. Benito Mussolini, amico d’infanzia, pare ne subisse l’ascendente, mentre gli altri gerarchi lo vedevano come un nemico. Il segretario del Partito fascista, Achille Starace, già nel 1933 presentò una denuncia a Mussolini che lo accusava di essere amico di numerosi antifascisti e di svolgere attività antiregime. La pressione continua contro di lui portò alla sua espulsione dal partito nel 1933 e a continue successive accuse di tramare contro il duce. Così il 26 luglio 1934 fu arrestato e confinato a Lipari. Nel 36 tornò a casa, ma agli arresti domiciliari. Nel 39 fu accusato nuovamente, ma venne prosciolto dallo stesso Mussolini, che nel 43 gli propose di aderire alla Repubblica Sociale Italiana, e diventare ministro dell’interno. Si rifiutò e addirittura nascose nella sua tenuta diversi ex prigionieri alleati che rischiavano di essere arrestati. Così il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) che guidava la Resistenza, gli garantì una protezione. Nonostante questo il 22 aprile 1945, il giorno dopo la liberazione di Bologna, fu ammazzato da un gruppo di partigiani guidati da Luigi Borghi, conosciuto come "Ultimo", davanti alla figlia, dopo l’inutile tentativo dell'amico socialista Torquato Nanni di fargli da scudo. Anche Nanni rimase ucciso in quella vendetta. Oggi è sepolto nel piccolo cimitero di Casadio, frazione della città metropolitana di Bologan, nella tomba di famiglia
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