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Dall’idea di Leo Donath alla nascita della LEN: l’Europa del nuoto si organizza. Nella foto: Leo Donath, Arne Borg e Istvan Barany
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1924, Parigi: stili artistici alle donne
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Esperimenti nel crawl
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1923: Campionati Italiani a Roma
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European Crawl
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1922: novità ai campionati italiani
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1921: arrivano le donne
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1920: mezzofondo senza il trudgen
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1919 primi Campionati Italiani moderni
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Il crawl dei giapponesi
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'14-'18: il nuoto in guerra
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I dieci comandamenti dello sport. Un secolo dopo sono ancora attuali
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La consacrazione dell’American Crawl
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1914: la Popolare di nuoto
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1913: l’Olimpiade Russa
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Le idee nascono quando nascono. Spesso precedono gli eventi. L’idea di un qualcosa di strutturale anche per l’Europa, venne fuori al congresso FINA del 1925, tenuto a Praga. Una lega per connettere le federazioni e metter su campionati continentali ad intercalare l’Olimpiade. Ai nuotatori europei sembrava necessario, anche per rispondere alla superiorità americana. A lanciare l’ipotesi fu Leo Donath, prestigioso dirigente della federazione ungherese. La cosa prese vita l’anno successivo. Donath aveva compreso che per guidare il processo di diffusione del nuoto nel continente occorrevano strutture permanenti, regolamenti certi e competizioni regolari. Dalla sua proposta nacquero la LEN e i primi Campionati europei del nuoto federato, inaugurati a Budapest il 18 agosto 1926.
Donath
Chi parlava di Leo Donath (1888/1941) ne parlava come di un genio amministrativo. Appena lo conoscevano lo facevano o presidente o segretario. Lo sapevano nella FINA, di cui fu segretario e tesoriere dal 1928 fino alla morte. Laureato a Budapest e poi ad Oxford, era un cultore delle scienze umanistiche, del diritto e delle scienze politiche. Era anche archivista nella cattedrale di Budapest. All’apparenza era un topo di biblioteca, ma da giovane era stato un buon nuotatore. Aveva cominciato nella sua città, nel 1904, per il Műegyetemi Atlétikai és Football Club (MAFC), di cui sarebbe diventato presidente dal 1910 al 1913. Aveva nuotato anche per Oxford, nel periodo dell’università. La sua specialità era lo stile libero. Detenne per un periodo il record ungherese delle 50 yard. Che avesse dei numeri lo dice il fatto che nel 1906, aveva battuto due volte il campione olimpico e suo conterraneo, Zoltan de Halmay, una vera star della velocità. Ma il suo interesse coinvolgeva il nuoto nel suo complesso. Nel 1910, per esempio, era riuscito ad ottenere l’obbligo di svolgere lezioni di nuoto nella Scuola Superiore del terzo Distretto della sua città. Nel 1911 era stato tra i fondatori della Federazione ungherese, di cui era diventato subito il Segretario Generale. Con la guerra era partito per il fronte, ma nel 1917, era riuscito a mettere in piedi un campionato ungherese di pallanuoto. Fu anche capo spedizione alle olimpiadi di Parigi. Parlava inglese, francese, tedesco e italiano e aveva una enorme capacità di lavoro, doti che ne fecero il diplomatico sportivo ungherese più rispettato del suo tempo.
LEN
Le idee di Donath si materializzarono nel 1926, quando nacque la Lega Europea di Nuoto (LEN). Nell’occasione furono istituiti i primi Campionati Europei, noti anche come “Piccola Olimpiade” perchè avrebbero rappresentato la massima espressione del nuoto europeo ogni quattro anni, a metà del quadriennio olimpico. Donath naturalmente fu subito eletto segretario generale e tesoriere della nuova organizzazione. I membri della LEN, oggi European Acquatics, attualmente sono cinquantadue. Quando invece si costituì definitivamente la Len, il 30 agosto 1927 a Bologna, le federazioni erano invece soltanto undici.
Budapest
La prima edizione dei campionati fu assegnata a Budapest, all’epoca capitale del Regno d’Ungheria. Si trattava di un regno fantasma, nato dallo smembramento dell’Impero Austro-Ungarico dopo la sconfitta del 1918. Né il re nominale, l’ex imperatore Carlo d’Austria, in esilio, né il suo successore, Otto d’Asburgo, vi misero mai piede. Governava un reggente, l’ammiraglio Miklos Horthy, ultimo comandante della marina imperiale, che aveva conquistato il potere sconfiggendo nel 1919 il regime comunista di Bela Kun. Si trattava di una dittatura, che negli anni che precedettero la Seconda Guerra Mondiale fu invischiata col nazismo. Non si può quindi dire che l’assegnazione dei Campionati si dovette all’importanza politica del paese. È innegabile che fosse un successo personale di Leo Donath.
Campionati Europei di Nuoto
I Campionati di Budapest si svolsero senza problemi nell’agosto del 1926. Cominciarono il 18 e terminarono il 22. Politicamente rappresentarono il ritorno della Germania, che come nazione sconfitta della prima guerra mondiale, era stata esclusa da tutte le competizioni internazionali. A Budapest i tedeschi la fecero da padroni, aggiudicarsi tre delle sei gare di nuoto, le due dei tuffi, e conquistando il bronzo nella pallanuoto. Le gare si svolsero nella piscina Csaszaar-Komjadi, bacino storico nella zona di Buda, vicino all’isola Margherita, che grazie ai lavori svolti proprio in quell’anno, poteva ospitare fino a mille spettatori. Parteciparono 15 nazioni, anche se la competizione tutto sommato si ridusse ad una cosa tra Germania, Svezia e Ungheria. Le gare di nuoto riprendevano il programma olimpico, ma senza le prove femminili.
Borg
Il mattatore dei Campionati Europei fu lo svedese Arne Borg che vinse quattro medaglie, tra cui l’oro nei 400 e nei 1500. Tra l’altro nei millecinque migliorò il primato mondiale in batteria, realizzando 20'04"4/5. Tolse il record all’australiano Andrew Charlton, che glielo aveva sottratto a Parigi, due anni prima, quando aveva nuotato 20’06.6. Borg aveva fatto quel record una prima volta nel 1923 a Göteborg (21’35.3), una seconda volta nel 1924 a Sidney (21’15.0) e una terza volta nelle batterie di Parigi (21’11.4). A Budapest, in finale Borg si accontentò di un tempo molto più modesto: 21’29.2. Il fatto era che a quel punto contava solo vincere, senza soffrire troppo, e il suo avversario, il tedesco Friedel Berges si trovava a più di 30 secondi di distanza (22’19.0). Anche nei cento Borg fu competitivo. Arrivò secondo in 1’01.2, molto vicino al 1’01 netto con cui l’ungherese Istvan Barany, vinse il titolo continentale. La sua quarta medaglia fu un altro argento, questa volta nella staffetta, dove la Svezia si piazzò dietro allo squadrone tedesco.
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